Come nasce e si sviluppa un servizio innovativo? Il dietro le quinte di Clinika.

Clinika Story

Quando un prodotto o un servizio sono pienamente operativi e, anzi, danno buona prova di sé anche grazie al feedback raccolto dai clienti e dagli utenti, tutto può apparire, col celebre “senno di poi”, naturale e perfino semplice.

Eppure, a maggior ragione in settori particolarmente strategici e ad elevata performatività come quello della Sanità, la strada percorsa per arrivare alla loro definizione e messa a punto non è mai lineare.

Vogliamo illustrarvi come in questo post, chiedendo al team che ne ha seguito passo dopo passo la “nascita”, in particolare a Fabrizio Selmi (oggi Healthcare ICT Market Specialist di IG Consulting) e a Vieri Emiliani (Head of Innovation di Maps Group), di raccontarci in breve il dietro le quinte e qualche “segreto” sullo sviluppo del servizio.

Da quale spunto siete partiti per l’avventura di Clinika?

Il percorso di realizzazione di Clinika non è stato unitario.

Il primo spunto è stato quello di cercare una possibile applicazione in ambito sanitario di una tecnologia già esistente di analisi semantica, sviluppata internamente, denominata Iasmine.
Inizialmente, partendo dalla esigenza di un nostro cliente di monitorare il rispetto, da parte dei medici, di quanto previsto nel PDT (Percorso Diagnostico Terapeutico) del Dolore Lombare, abbiamo sviluppato il primo prototipo dell’applicazione VAP, ovvero della soluzione che consente di effettuare in modo automatico e sistematico la Verifica di Appropriatezza Prescrittiva.

VAP, tra l’altro, ancora oggi, è la principale applicazione di Clinika che permette di misurare, in modo sistematico e senza nessun’altra risorsa appositamente dedicata, il grado di appropriatezza prescrittiva relativi agli esami di specialistica ambulatoriale e di diagnostica strumentale, con il fine di controllarne l’aderenza ai protocolli.

Un’intuizione vincente dunque. Ma dal punto di vista diciamo più innovativo, cosa ricordate di quei momenti?

Sono state due le fasi più interessanti, stimolanti e anche faticose da questo punto di vista:

– la scelta di sviluppare un linguaggio comune più semplice, unendo la terminologia di aspetto tecnico utilizzata da Vieri nell’ambito del processo di selezione, analisi e organizzazione di dati non strutturati, e il lessico di Fabrizio, più improntato verso un’ottica di governance e spending review sanitaria focalizzato al contenimento dei costi e alla razionalizzazione della spesa dell’attività clinica;

– la scelta l’ambito di collocazione del prodotto provando a capire cosa doveva essere importante per chi lo doveva utilizzare.

In realtà – detto tra noi 😉 – ne è emersa anche una terza, in fase di promozione del servizio… Si riferisce all’esigenza di conciliare le diverse “abitudini alimentari” in antitesi tra loro di Vieri e Fabrizio nel periodo in cui erano spesso in viaggio per promuovere il prodotto.

In effetti è un’esperienza comune a ogni team, quella di conciliare l’inconciliabile! Tornando alla fase di proposta del servizio sul mercato… Come avete proceduto?

Uno dei primi tentativi per capire l’ambito di collocazione e quale pubblico poteva avere il prodotto fu quello messo in atto all’Ospedale Santa Maria nuova di Reggio Emilia.

Durante questa esperienza, infatti, mettemmo a punto un’altra applicazione, ovvero il progetto MediSearch, un innovativo sistema per l’elaborazione semantica, l’indicizzazione e la ricerca della documentazione clinica.  L’obiettivo di MediSearch era quello di dimostrare la possibilità di navigare grossi volumi di documenti clinici e poter selezionare, con alcuni clik su Patologie e Zone del Corpo, gli episodi clinici di interesse. L’esperienza MediSearch portò, successivamente, allo sviluppo della soluzione per il mercato denominata Morris.

Sono tutti nomi molto tecnici… La fase di naming è così importante nella messa a punto di un servizio?

Senz’altro.

Oltre a rappresentare il servizio aiuta anche a definirne l’ambito. Non a caso uno dei nomi attribuiti alla piattaforma semantica nei primi anni fu QBox. Il nome QBox derivava dal fatto che il servizio semantico era interpretato come la scatola nera in grado di comprendere e valutare il significato e la correttezza del Quesito Diagnostico che gli veniva sottoposto per effettuare la verifica di appropriatezza.

Un’altra curiosa terminologia utilizzata nelle prime fasi fu quella di “Guscio”. Con Guscio si intendeva identificare la natura delle applicazioni che si potevano implementare attraverso l’utilizzo dei servizi semantici (QBox: scatola nera). Con Guscio si voleva sintetizzare il fatto che le applicazioni da implementare sarebbero state caratterizzate da un “processo contenitore” che, in sintesi, si connetteva al dato clinico aziendale “non strutturato”, richiamava il servizio semantico per processarlo ed infine, registrava o smistava la evidenze ottenute alle successive fasi del processo.

Per concludere la nostra chiacchierata, potete raccontare quali sono i punti di maggior difficoltà nel proporre un servizio come quello di Clinika?

I dubbi dinnanzi a un’operazione di questo tipo provengono in genere dai Dirigenti sanitari e dai Medici, che spesso manifestano un immediato e comprensibile scetticismo quando viene proposto loro uno strumento che capisce e interpreta il loro linguaggio e propone soluzioni per una miglior gestione della performance sanitaria.

Ma poi la casistica di successi del servizio e il desiderio di innovare giocano spesso a nostro favore, oltrepassando quello che è un normale filtro naturale al cambiamento in un settore così sensibile e strategico.

E quale è stato il momento in cui avete capito che Clinika era ufficialmente “decollato”?

E’ stato dopo l’acquisto da parte dell’ASL di Reggio Emilia che la piattaforma è stata ufficialmente prodotta proposta ad altre aziende sanitarie regionali.

Una ASL del Veneto, nelle fasi di valutazione della nostra soluzione VAP, ci chiese di effettuare una sessione tecnica per entrare nei dettagli di funzionamento della piattaforma semantica. Nell’occasione si presentarono due persone, un dipendente dell’ASL e addirittura un Professore Universitario che si occupa di semantica, chiamato per verificare le regole linguistiche sulle quali si basava il prodotto!

E tutto funzionò perfettamente 🙂

 

Chiudiamo qui la nostra intervista a due voci e ringraziamo nostri “testimoni”. Se siete interessati a conoscere di più di Clinika vi rimandiamo alla nostra pagina demo, in cui soddisfare le vostre curiosità.


NOTE TECNICHE

– Nell’applicazione VAP (Verifica Appropriatezza Prescrittiva), il punto di partenza è rappresentato dalla individuazione degli scenari clinici, ossia dalla fase preliminare di analisi dei documenti (Protocolli Prescrittivi/RAO) nei quali sono descritte le situazioni/condizioni cliniche che sono contemplate per la richiesta di approfondimenti diagnostici.

– Lo scopo principale di VAP è quindi quello di entrare nella comprensione di cosa significava, dal punto di vista clinico, ciò che il medico prescrittore ha riportato (in linguaggio naturale) nel Quesito Diagnostico, il tutto per poter risalire ad uno degli scenari clinici previsti nel Protocollo Prescrittivo. Per questo motivo la base di conoscenza della piattaforma Clinika viene sottoposta ad un continuo aggiornamento di concetti/terminologia/traduzioni/acronimi e significati affinché il sistema possa identificare il maggior numero di scenari e garantire un corretto processo di verifica di appropriatezza.

– Risulta pertanto determinante la fase di messa a punto e collaudo dei vari protocolli prescrittivi. Per arrivare al collaudo viene adottata una procedura che coinvolge i clinici e si basa sulla predisposizione di un test-set, ovvero di una casistica reale di riferimento, da loro redatta, che viene processata ciclicamente per mettere a punto regole e base di conoscenza. Durante questo iter è tipico riscontrare carenze nella descrizione del protocollo (scenari impliciti e non descritti nel documento), oppure casistiche particolari per le quali la corretta interpretazione del Quesito Diagnostico richiede un consulto con il clinico di riferimento.

Una gestione più efficiente della Sanità è possibile: basta dotarsi dei giusti strumenti e supporti! Prova Cklinika!

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